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Sesso e volentieri purché i ragazzi usino il cervello

articolo pubblicato su Il Tirreno 23 agosto 2012

http://iltirreno.gelocal.it/regione/2012/08/23/news/sesso-e-volentieri-purche-i-ragazzi-usino-il-cervello-1.5586337

Estate, tempo di evasione e di avventura. Si viaggia, si fanno più incontri, si cercano emozioni. Per i giovani crescono le occasioni di fare esperienze sessuali, spesso le prime. A questa voglia di intraprendenza e disponibilità sessuale non sempre corrispondono però comportamenti consapevoli e protettivi per la propria salute. Uno studio realizzato a gennaio della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia denunciava una situazione abbastanza critica: gli adolescenti sono sempre più precoci nell’inizio dell’attività sessuale, cambiano molti partner ma in buona parte non conoscono l’abc della sessualità consapevole. Anzi, spesso hanno convinzioni false e pericolose. Circa la metà del campione intervistato pensa infatti che sia inutile la doppia protezione (pillola e preservativo). Una buona maggioranza – il 71% – si sente protetto da malattie sessualmente trasmissibili se si fida del partner. Per più della metà – il 54% – la contraccezione è quella dell’emergenza (la pillola del giorno dopo, ndr) o il coito interrotto (59% dei casi). Insomma, quando si parla di pillola, preservativo e malattie sessualmente trasmissibili i giovani fanno tanta confusione. E la prevenzione è diminuita visti i dati degli ultimi anni sull’aumento di interruzioni di gravidanza nelle adolescenti e di malattie a trasmissione sessuale.

«Alla base di questo vuoto informativo c’è una mancanza di comunicazione da parte degli adulti di riferimento, non c’è un impegno coordinato e attivo di tutti gli attori del sistema formativo» commenta la psicologa e psicoterapeuta Roberta Giommi, direttrice dell’Istituto Internazionale di Sessuologia di Firenze e docente di Sessuologia clinica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa «del resto il tabù dell’educazione sessuale nelle scuole è ancora circolante e la consegna del sesso sicuro da parte dei genitori è in genere inadeguata. Imbarazzo e paura di parlare di “certe cose” fanno sì che i giovani cerchino altrove le risposte, per esempio su Internet o fra loro, facendo circolare informazioni sbagliate».

Quali sono i consigli per la stagione calda? «Il messaggio che consegniamo come esperti in educazione sessuale è di vivere le esperienze desiderate con la regola del sesso sicuro, evitare situazioni di non consapevolezza e non stordirsi per non avere poi brutti risvegli: meglio fare sesso con il cervello acceso. Ai giovanissimi diciamo da sempre che il sesso, per restare una cosa bella che fa stare bene, deve essere una scelta e non qualcosa di imposto che comporta rischi. L’invito per i genitori – continua la sessuologa – è di vincere le resistenze e costruire un dialogo, mostrare comprensione e serenità. Bisogna fare un discorso utile a maschi e femmine: augurare che si divertano usando protezioni non solo sessuali ma anche emotive, proteggerli dalle brutte avventure, dando un messaggio chiaro: “divertiti senza farti male”».

Non basta infatti distribuire informazioni sulla contraccezione e sulla sicurezza per educare alla sessualità. I ragazzi, pieni di dubbi e curiosità, hanno bisogno di parlare di emozioni, paure, sentimenti. Occorrono spazi protetti gestiti da esperti – potenziamento dei consultori, promozione dell’educazione emotiva, affettiva e sessuale nelle scuole ma anche di corsi per genitori – dove i giovani possono trovare risposte.

L’esperta ci rassicura che «gli adolescenti, anche se possono apparire presuntuosi o molto fragili, sono aperti al confronto». Sta ai grandi passare le informazioni nel modo più adeguato, imparare a interpretare le loro reali esigenze ed evitare un atteggiamento disfattista nei loro confronti.


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