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Ridi che ti passa e vivi più a lungo Lo dice la scienza

articolo pubblicato su Il Tirreno 15 agosto 2012

http://iltirreno.gelocal.it/regione/2012/08/15/news/ridi-che-ti-passa-e-vivi-piu-a-lungo-lo-dice-la-scienza-1.5552416

Se ridi, non solo ti passa – come recita un detto – ma vivi meglio. Nel senso che chi sa ridere, divertirsi, predisporsi al buonumore e all’ottimismo è dotato di risorse emotive preziose per il proprio benessere. La scienza lo conferma. Numerosi studi hanno dimostrato che le emozioni positive svolgono azione protettiva della salute mentre le negative predispongono alla malattia.

Negli ultimi anni molte ricerche si sono concentrate sulla risata. E’ stato verificato che la risata provoca la secrezione di beta-endorfine e catecolamine, analgesici naturali che inducono sensazioni di benessere. Riduce ansia e tensione, fattori che predispongono ad ammalarsi. Sostiene e rinforza il sistema immunitario. Può alleggerire alcune patologie, anche complesse. Pare addirittura che ci sia stretta relazione con la durata della vita. Inoltre ridere incrementa le relazioni interpersonali, ci rende più simpatici e attraenti agli altri. Si è capito insomma che ridere apporta una serie di benefici che possono migliorare la qualità della vita. A patto che sia un ridere spontaneo e naturale. Predisporsi alla risata non vuol dire fare i “sempliciotti”. Ma approcciare le situazioni con una certa leggerezza – non superficialità -, cogliere il lato comico e ironico delle cose e di se stessi, concedersi il divertimento, il tutto accompagnato da un pensiero orientato in senso positivo.

I fattori propositivi per la salute spronati dalla risata hanno avuto innumerevoli conferme scientifiche, oggi si parla di una vera e propria terapia della risata. I clown dottori nei reparti pediatrici ne sono un’applicazione nota. Ridere fa bene, rilassa e allenta la paura, riduce il dolore, aiuta a reagire alla malattia. «I clown hanno un ruolo importante per migliorare il tono dell’umore dei bambini, facendoli sorridere e giocare, distraendoli. La loro presenza migliora l’adattamento del bambino all’ospedalizzazione ma anche il rapporto tra medici, pazienti e genitori» spiega il pediatra Alberto Vierucci, professore emerito di Pediatria e Immunoallergologia dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. «Siamo stati i primi in Italia ad ospitare i clown, con il loro arrivo il clima emotivo del reparto è molto migliorato».

Una prima indagine in Italia sulla presenza in ospedale di questi originali operatori della salute è stata condotta proprio all’ospedale Meyer. I risultati, approfondisce il professore, dimostrano un calo significativo di tutti gli indici fisiologici dell’ansia preoperatoria nel bambino – e del genitore – che ha la possibilità di stare con il clown prima dell’anestesia. Esistono inoltre altri studi che dimostrano come ridere, divertirsi e distrarsi influenzano positivamente le malattie, ad esempio le allergie.

«A partire dai clown – continua il professor Vierucci – al Meyer si è dato il via ad una serie di iniziative che hanno cambiato il modo di prendersi cura dei pazienti: pareti e camici degli infermieri colorati, cani in reparto con i quali bambini con patologie gravi in alcune situazioni possono giocare, intrattenimento musicale dal vivo in sala d’attesa, un piccolo orto da coltivare. Perché la risata, il gioco, la relazione sono fattori che influenzano positivamente il processo di cura».

Oltre la via dei farmaci, un modello di intervento basato su relazioni ed emozioni. Dove la risata si inserisce a pieno titolo.


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