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Gli stereotipi sessuali

Gli stereotipi sessuali fanno parte di noi ed hanno un ruolo importante nell’influenzare l’acquisizione dell’identità di genere.

Alla definizione dell’identità di genere concorrono fattori biologici, psicologici, relazionali e socioculturali. Ma si sa che i condizionamenti genitoriali, le aspettative e le richieste modellano e orientano l’atteggiamento del bambino già da piccolissimo rispetto a ciò che ci si aspetta da un maschio o da una femmina, quali comportamenti espressioni e atteggiamenti sono consentiti e accettati dalla sua etichetta sessuale e nel suo contesto socioculturale, così ad es. non verrà rinforzato un bambino che gioca con una bambola così come una bambina troppo irruenta. Famiglie diverse possono offrire ruoli di genere diversi ed esercitare diversi livelli di pressione.

Anche se evidenze scientifiche ci assicurano che atteggiamenti, bisogni , tendenze sono indipendenti dal genere, che i sessi sono una raccolta di pregiudizi, luoghi comuni e convenzioni, che la natura ci predispone ma non ci programma ad esprimere un genere, che le differenze tra i due sessi sono minime, fin da piccoli i bambini sono esposti ad una moltitudine di messaggi che provengono dalla famiglia, dalla scuola e dalla società che parlano di cosa si deve pensare, sentire e comportarsi per essere maschi, opposto o comunque molto diverso da ciò che di deve fare per essere femmina. Sarà con la fine dell’adolescenza poi che verranno assunte caratteristiche più stabili sulla propria identità di genere.

Nella maggioranza dei casi gli individui si adeguano sostanzialmente ai modelli dominanti, in altri casi questi modelli risultano limitanti. Comportamenti di bambini o ragazzi che non si conformano ai modelli di femminilità o mascolinità circolanti non sono necessariamente da considerarsi disturbati nello sviluppo dell’identità di genere. Altre volte prende forma un disagio più grande e ciò perché, senza scomodare etichette di salute mentale, si viene privati del diritto di esprimere il proprio genere in quanto lontano da quelli consueti e rassicuranti, maschile e femminile.

Sono molti gli adolescenti che sentono il bisogno di consultare esperti circa il loro disorientamento sessuale. Non sono stati capaci di aderire pienamente al modello preconfezionato di maschio o di femmina che i genitori hanno loro proposto/imposto. Si sentono diversi, arrivano a crearsi dei dubbi sulla propria virilità o femminilità.  Ma soprattutto portano vissuti di inadeguatezza, di ansia, di sofferenza. Generalmente provengono da famiglie nelle quali non si accettano comportamenti inadatti al sesso di appartenenza, circola un atteggiamento intollerante nei confronti di una scelta di genere diversa dalle aspettative comuni  – va detto peraltro che le pressioni sociali penalizzano di più il maschio, lo limitano nell’espressione di genere, nelle alternative possibili in quanto gli atteggiamenti femminili nei maschi sono socialmente meno accettati e più ridicolizzati – .

Per questo è utile spostare l’interesse dal sessuale allo psicologico, riflettere sul disagio, i dubbi, le difficoltà di identificazione che si possono provocare attraverso atteggiamenti educativi rigidi costruiti su stereotipi culturali.

In casa ed a scuola sarebbe importante che adulti liberi da pregiudizi e ben informati lavorassero per restituire ad ogni individuo la possibilità di esprimersi e svilupparsi nel modo più autentico, indipendentemente dal sesso biologico.

Leggi a tal proposito l’articolo e il test di Repubblica/Salute

http://www.repubblica.it/salute/medicina/2010/03/09/news/identita_sessuale_emo_nel_segno_dell_ambiguita_-5584520/index.html?ref=search

 


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