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Scommesse sulla salute, dal 2011 casinò on line legalizzati

Da luglio di questo anno sono diventati legali i casinò on line, questo significa che si può giocare d’azzardo con soldi veri anche da casa. Senza limiti nelle cifre puntate come succedeva fino ad ora, senza bisogno di spostarsi fisicamente, una tentazione non indifferente per chi già è incline al gioco d’azzardo, un potenziale adescamento per i più giovani.

Un’ulteriore offerta di possibilità legali di scommettere, evidentemente non bastavano lotto e super-enalotto, gratta e vinci, scommesse sull’ippica, centri scommesse snai. Si alimentano e sfruttano speranze illusorie, in ballo ci sono ingenti somme economiche, una forma parallela di tassazione.

Il rischio di una dipendenza pericolosa è sottovalutato, è una patologia che non provoca segni evidenti almeno all’inizio, si pensa che in fondo il gioco non possa essere pericoloso come quando si ha a che fare con sostanze di tipo diverso. Le dinamiche psicologiche della dipendenza però sono le stesse. La patologia del gioco compulsivo si sta diffondendo con dati sempre più allarmanti. Anche e soprattutto nel nostro paese. In una mozione approvata a giugno al Senato, i malati del gioco – che il documento stesso definisce limitatamente al gioco pubblico “la terza industria italiana, preceduta da Eni e Fiat” sono valutati in 700.000 i malati, il 3% dei giocatori, circondati da circa 7 milioni di persone considerate “soggetti a rischio”.

Ovviamente non tutti coloro che giocano sono giocatori compulsivi, bisogna distinguere tra gioco e azzardo.

Il D.S.M. IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) propone i seguenti criteri diagnostici per il “comportamento maladattivo legato al gioco d’azzardo” ,e devono essere presenti almeno 4 dei sintomi seguenti:.

  • Coinvolgimento sempre crescente nel gioco d’azzardo (ad esempio, il soggetto è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a valutare o pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare modi per procurarsi il denaro con cui giocare)
  • Bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato
  • Irrequietezza e irritabilità quando si tenta di giocare meno o di smettere
  • Il soggetto ricorre al gioco come fuga da problemi o come conforto all’umore disforico (ad esempio, senso di disperazione, di colpa, ansia, depressione)
  • Quando perde il soggetto ritorna spesso a giocare per rifarsi (“inseguimento” delle perdite)
    Il soggetto mente in famiglia e con gli altri per nascondere il grado di coinvolgimento nel gioco
  • Il soggetto compie azioni illegali (ad esempio, reati di falso, truffa, furto, appropriazione indebita) per finanziare il gioco.
  • Il soggetto mette a rischio o perde una relazione importante, un lavoro, un’opportunità di formazione o di carriera a causa del gioco.
  • Confida negli altri perchè gli forniscano il denaro necessario a far fronte a una situazione economica disperata, causata dal gioco (una “operazione di salvataggio”).

E’ sotto esame la possibilità di introdurre un 10° criterio:

  • Reiterati e inutili sforzi di tenere sotto controllo l’attività di gioco, di ridurla o di smettere di giocare

Politiche sociali di proibizionismo rinforzano e aumentano lo sviluppo di circuiti clandestini illegali alternativi. Viene però da considerare: con altri tipi di sostanze, la legge si è dimostrata negli ultimi anni più restrittiva e punitiva. Perché per questo tipo di sostanza invece si sta attuando una politica completamente contraria? Si può dire che lo stato in questo caso fa la parte dello “spacciatore” della sostanza?

Le cifre in gioco:

  • Nel 2010 spesi in Italia per gioco d’azzardo e scommesse 61 miliardi di euro, con un + 13% rispetto al 2009
  • Spesa stimata per il 2011 80 miliardi di euro
  • In netto aumento i giochi online: +28,2% le entrate 2010 rispetto al 2009
  • Si calcola che l’80% della popolazione adulta giochi o abbia giocato d’azzardo con una spesa media pro capite di 1.000 euro
  • Giovani: un’indagine Nomisma dice che il 68% di 950.000 studenti intervistati ha dichiarato di avere giocato d’azzardo almeno una volta nell’anno.

(dati pubblicati http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/1999)

Segnalo un articolo sull’argomento:

http://www.repubblica.it/sport/giochi-e-scommesse/2012/01/09/news/don_ciotti-27820134/?ref=HREC2-14


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