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Articoli: Qual è la tua vera età?

L’idea che abbiamo dell’invecchiamento deve essere svecchiata. Le ricerche degli ultimi anni hanno permesso di vedere l’invecchiamento non più solo come una fase di perdita ma come un periodo di cambiamenti. Non è una visione illusoria, i cambiamenti organici e psichici ci sono ma assumono valenze diverse, dipende dal modo personale di dare significato, affrontare e organizzare questi cambiamenti esistenziali. Invecchiare non è solo avere tanti anni e trasformarsi biologicamente ma attraversare un processo che assume un carattere individuale. Dipende da come una persona si vive e si pensa “vecchia”, si trasforma, si ridefinisce e funziona rispetto agli scopi e ai cambiamenti evolutivi.

Oggi la ricerca nell’ambito delle neuroscienze ha fatto molti passi avanti nella comprensione dei circuiti cerebrali, si è visto che l’apprendimento e la memorizzazione subiscono un calo con il tempo. Ma si è visto anche che questo calo può essere frenato dalle abitudini e dallo stile di vita. L’utilizzo di una sorta di ginnastica mentale allena aree specifiche del nostro cervello e permette di evitare declini promuovendo potenzialità mentali come ragionamento, memoria, attenzione. La struttura e le funzioni del cervello si modificano in positivo se l’ambiente e le esperienze sono stimolanti. Occorrono segnali, input perché i neuroni funzionino. Mantenendosi vivi negli interessi, imparando cose nuove, risolvendo problemi. Non limitandosi però ai soli aspetti cognitivi. Per un buon invecchiamento è necessario potenziare e allenare le funzioni cognitive così come quelle affettive ed emotive.

E’ opinione diffusa ritenere il decadimento cognitivo il motivo principale del “sentirsi vecchi”. E a seguire ci sono gli impedimenti fisici, l’impossibilità di essere autonomi e liberi nei movimenti come una volta.

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http://www.repubblica.it/salute/interattivi/2011/03/29/news/autotest_per_scoprire_la_tua_vera_et-14221154/index.html?ref=search

rimanda ad una serie di prove self service di facile e veloce svolgimento, una sorta di gioco per misurare la propria età “effettiva” sulla base di alcune abilità mentali e fisiche. Cimentarsi in queste prove permette di misurare e verificare se le proprie performance sono in linea con la maggioranza delle persone della stessa età. Ricordando che l’esercizio, la possibilità di sperimentarsi intellettualmente, fisicamente e psicologicamente permette di migliorare e approfondire le proprie prestazioni.

I test proposti non hanno valore diagnostico. Devono considerarsi come esercizi di autovalutazione che non possono sostituire un’indagine clinica svolta da esperti. Si tratta perlopiù solo di parti di prove estrapolate da test utilizzati in esami neuropsicologici per identificare, misurare e interpretare eventuali compromissioni cognitive. In questo caso sono utilizzati esclusivamente per poter paragonare la propria prestazione con quella di un gruppo di riferimento della stessa età. I punteggi riportati sono da considerarsi approssimativi in quanto sono riferiti alle medie delle prestazioni solo sulla base dell’età, senza prendere in considerazione altri fattori che possono influenzare i risultati come sesso, scolarità o variabili di tipo qualitativo.


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