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Abuso e violenza sui minori. Dal video del bambino di Padova a casa nostra

Mentre l’Italia inorridisce – giustamente – per il video del bambino trascinato via dai poliziotti contro la sua volontà e il governo chiede scusa e ne fa motivo di inchiesta, il problema dell’abuso e della violenza sui minori rimane irrisolto e ignorato. Violenza, abuso e prevaricazioni esistono anche quando non c’è la notizia. Le violenze sui bambini sono tante, spesso in casa e in famiglia.

Non pensiamo solo alla pedofilia (ogni tanto attira l’attenzione mediatica, è di grande effetto), pensiamo ai diversi tipi di abuso psicologico, ai maltrattamenti, alla trascuratezza, all’incapacità di capire e rispondere in modo adeguato alle esigenze dei bambini. Possiamo pensare anche alle comuni percosse ritenute – se non sono pesanti (!) – da molti genitori una disciplina. O ai castighi, agli scapaccioni, agli schiaffi e agli sculaccioni che nella nostra cultura sono purtroppo caposaldo di una buona educazione. Ecco, anche questa è violenza e meriterebbe attenzione. Ma è possibile ritenere educativo mortificare, punire e mettere le mani addosso? Ma se un altro adulto lo facesse con noi come ci sentiremmo? E allora perché giustificarlo quando è un minore a subirlo? Certo è che per il genitore è facile da usare, permette lo sfogo della rabbia sul momento, è possibile data la superiorità fisica dell’adulto. Si pensa comunemente che dare schiaffi sia cosa normale e adeguata. Così ci hanno tramandato le nostre nonne, in tempi andati si educava così, con la cinghia, le bacchettate, la frusta.  Oggi siccome siamo moderni ed evoluti, si usano direttamente le mani…

Il genitore “deve farsi obbedire” (che brutto…), “deve punire se serve”, “quando ci vuole ci vuole”, deve raddrizzare, correggere, educare. Di quale educazione stiamo parlando?  Non ci sono motivazione valide per giustificare l’uso delle mani con nessun essere vivente, tanto meno con un bambino. Quando si punisce, si ricorre alle mani, si urla si rendono i bambini ancora più aggressivi o impauriti o in balia di emozioni negative che non sanno gestire. Non voglio citare gli innumerevoli studi che hanno evidenziato gli effetti devastanti e deleteri di un’educazione severa basata sulle punizioni corporali. Voglio far notare che quando si mettono le mani addosso ad un bambino lo stiamo umiliando. “Uno sculaccione non ha mai fatto male a nessuno”, secondo me invece ha sempre fatto male a tutti!

Anche se l’uso dello scapaccione non è maltrattamento vero e proprio – così si dice -, io trovo che l’uso delle mani nella relazione con i figli sia comunque un mal-trattamento. Il fatto che la sberla blocchi sul momento il comportamento ritenuto sbagliato (e non sempre ha questo effetto) non significa che funzioni. La reazione nel bambino è di rabbia, dolore o paura. Non certo di comprensione ed elaborazione della situazione.

In Italia purtroppo la legge punisce solo il genitore o l’adulto che provoca una lesione, mentre uno schiaffo o un rimprovero non è reato (come invece in Svezia). Io credo che nessun tipo di violenza possa trovare giustificazione.


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