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A proposito di Babbo Natale

Perché privare i bambini della atmosfera magica che solo Babbo Natale è in grado di creare?  Tutte le festività traggono il loro significato profondo da connotazioni di tipo magico. Se spogliamo una festa della sua magia le togliamo parte del suo senso simbolico e inconscio, le facciamo perdere il suo potere rassicurante. Nella nostra cultura, oltre la prima comunione e la cresima per i cattolici, solo compleanno e Natale sono autentici giorni dei bambini. Al di là del significato religioso che riveste il Natale per la cristianità, Babbo Natale è la figura simbolo che pensa veramente ai bambini. Mentre scambiarsi doni fa parte del Natale ma può appartenere anche ad altre occasioni, solo Babbo Natale si dedica in modo esclusivo ai bambini. E’ il simbolo della generosità che lavora e dona per far felici tutti. La sua esistenza comunica al bambino una grande sicurezza, in fondo è una figura dietro la quale si nasconde e si muove il genitore. Lasciamo liberi i bambini di crederci. Con gli anni diventerà un gioco, una finzione che li divertirà. Perché  l’adulto deve togliere al bambino le sue illusioni? Per far fronte alla vita i bambini hanno bisogno del soprannaturale, del magico. Non succede così anche in età più avanzate, tra l’altro? Però nei bambini è propedeutico per relazionarsi in modo sano alla realtà. Molti genitori pensano che sia meglio non dire al bambino la “bugia” di Babbo Natale, vogliono avere un figlio intellettualmente ed emotivamente più avanti della sua età. Una razionalità prematura, così come ogni esperienza prematura, lascia sfavoriti, impreparati a fronteggiare le situazioni e gli imprevisti della vita.

È inutile che i genitori tentino di far accettare un’interpretazione prematuramente razionale del significato del Natale. I sentimenti di un bambino e di un adulto non possono coincidere. Comprendere una logica magica è difficile per noi adulti, perché ci accostiamo con la mente razionale. Non ha senso avere delle feste dei bambini e pretendere poi che le vivano secondo gli schemi adulti. Non si può pretendere che i bambini accettino il nostro concetto di realtà. Perché non siamo disposti ad accettare la visione che della realtà ha il bambino? Si può sostituire Babbo Natale, un simbolo vivo e colorato, con lo spirito del dare, un simbolo astratto?

E’ Babbo Natale alla fine che comprende meglio la natura dei bisogni infantili. È uno spirito benevolo che non vuole nulla in cambio, al contrario delle persone reali. Da lui si possono accettare doni senza ambivalenza, non ci si mette in una posizione di obbligo accettando i suoi regali, non fa distinzioni, non si discute sulla scelta del regalo che fa.

Quando il bambino sarà pronto a rinunciare a questa figura in nome della realtà lo farà da solo. Il pensiero magico declina spontaneamente quando l’ampliarsi dell’esperienza, la realtà prende il sopravvento e il bambino impara a gestirla. Non spingiamo a far accettare la nostra interpretazione di adulti, non imponiamo la razionalità, il pensiero magico rimarrà represso e più facilmente tenderà a riproporsi negli anni successivi quando sarà meno appropriato – ci sono molti adulti che hanno bisogno di credere alle magie…. -. Una sana visione della realtà e la capacità di farvi fronte poggiano sulla possibilità da bambini di credere alle proprie fantasie per il tempo necessario e renderle reali nei momenti più significativi. Il Natale è uno di questi.

 


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